PIETRO CROMO

Painter

Me, myself, I

I never went to Art School, or Academy.

 

There’s no artist in my family: I mean, they were all people who worked hard. My father was a worker in a paper factory, and my mother has fed the elderly in a nursing home for 25 years.

 

Painting is like watching from a balcony the world that goes unhurriedly to hell.

 

I know a very few people; most of them are meaningless and irrelevant. People who I care about dropped dead, or got out of here, or I’ve never even met them. There are machinery so frail they need an impenetrable cloak.

 

Painting is like trying to forget your house key.

 

All I care about is the skin, what’s on the outside, the outer layer, the foil, the envelope, the peel…

Even the matter, the meat,  would satisfy me… but less..

Rumor has it that appearances are deceptive; bullshit… they don’t fool anybody ever…

It’s just that observation skill, or the will, is missing.  But if you’d be careful , you could find everything  on display in the appearance.

 

The nearly imperceptible orgasmic click of your eyelid while you’re talking about us, or the cracked neurasthenic smile that’s opening up in your face and reveals you being so annoyed ‘cause somebody dared to question your silly splenitive orders, the steady hand that leads the suture nylon wire…That’s what I care about…

All the rest, the juice, the flesh, the big heavy thing,  all that matters, whatever it’s worth…uh, I care about it too…but less…

 

Painting is like getting a blood test:  you always hope everything is okay looking at the results. But it’s not always that way.

 

I’m someone who judges people. I even think it’s necessary. I judge, and I quite often condemn. Sometimes I’ve been judged and condemned too, but I’m not a vengeful man.

But I’m touchy…very touchy. That’s one of my greatest talents.

 

I’m past 50, and I’m still afraid of you. There’s no way out and, thank God,  I never understood anything about life.

 

Painting is like sweating; it gets the toxins out of your body and make you thirsty.

Non ho frequentato Scuole d’Arte, né Accademie.

 

Nella mia famiglia non c’è nessun artista; tutta gente che lavorava. Mio padre faceva l’operaio in una cartiera, mia madre ha imboccato i vecchi di una casa di riposo per 25 anni.

 

Dipingere è come osservare da un balcone il mondo che va affanculo, ma senza fretta.

 

Conosco poca gente, per la gran parte dei casi insignificante e ininfluente. Le persone che hanno contato e contano veramente per me o sono crepate, o se ne sono andate, o non le ho mai nemmeno incontrate. Ci sono meccanismi talmente fragili da necessitare di un manto protettivo impenetrabile.

 

Dipingere è come tentare di dimenticarsi le chiavi di casa.

 

A me interessa la pelle, quello che sta fuori, la parte più superficiale, la pellicola, l’involucro, la buccia.

Mi dà soddisfazione anche la sostanza, la carne, ma meno…

Si dice in giro che l’apparenza inganna; stronzate…l’apparenza non inganna mai.

E’ solo che manca la capacità di osservazione, o la volontà; ma se uno fa attenzione può già trovare tutto apparecchiato in bella mostra nell’apparenza.

 

Il quasi impercettibile scatto orgasmico che ha la tua palpebra mentre mi parli di noi, oppure il sorriso spaccato e nevrastenico che ti si apre in faccia svelando il tuo ammorbamento perché qualcuno ha osato discutere i tuoi stronzi ordini biliosi, la mano ferma con cui guidi il filo di sutura…Ecco, a me interessa quella cosa lì. Tutto il resto, il succo, la polpa, la roba grossa, pesante, quella che conta, quella che vale…mi interessa anche quella sì, ma meno…

 

Dipingere è come farsi le analisi del sangue: mentre controlli i risultati speri sempre che sia tutto a posto. Ma non sempre è così.

 

Io sono uno che giudica le persone. Credo sia una cosa perfino necessaria. Giudico, e condanno pure con una certa frequenza. A volte sono stato giudicato e condannato anche io, ma non sono un tipo vendicativo. Però sono permaloso…molto permaloso; una delle doti che non stento a riconoscermi.

 

Ho passato i 50 anni, ed ho ancora paura di voi. Non c’è via di uscita e, grazie a Dio, non ho mai capito un cazzo della vita.

 

Dipingere è come sudare; elimina le tossine e fa venir sete.

 
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